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Ancora una vittoria di Konsumer in materia di Alzheimer, contro una RSA di Nettuno: il paziente e i suoi familiari sono consumatori e vanno trattati come tali

Ancora una vittoria di Konsumer in materia di Alzheimer, contro una RSA di Nettuno: il paziente e i suoi familiari sono consumatori e vanno trattati come tali

Il Tribunale di Velletri dà ragione alla famiglia della paziente. Avv. Franchi (Konsumer): “Una vittoria importante, che conferma anche come la giurisprudenza italiana sia sempre più dell’opinione che nulla sia dovuto dai malati di Alzheimer e dai loro figli, poiché si tratta di cure indispensabili”

Ancora una vittoria di Konsumer, associazione per la tutela dei diritti dei consumatori, che segna un passo in avanti per tutte le persone affette da Alzheimer e le loro famiglie. Lo scorso 9 giugno 2020, infatti, il Tribunale di Velletri, con sentenza n. 847, ha revocato un decreto ingiuntivo ottenuto da Italcliniche s.r.l. nei confronti della figlia di una persona malata di Alzheimer, uniformandosi ad un orientamento ormai consolidato in materia.

Oggetto del provvedimento era il pagamento della rette di ricovero (dal 19.18.15 al 30.4.18) della madre dell’opponente, una donna ormai deceduta che era affetta da Alzheimer con grave decadimento cognitivo, con costante necessità di interventi terapeutici. La signora si trovava ricoverata presso la RSA “Casa degli Angeli Custodi”, di Nettuno. Le fatture relative ai pagamenti erano rimaste insolute, dopo che la figlia, su consiglio dell’avvocato Giovanni Franchi, legale di Konsumer esperto in materia e Presidente della sezione Emilia-Romagna di Konsumer, le aveva consigliato di inviare una lettera e sospendere i pagamenti.

Il Tribunale di Velletri ha dato ragione alla donna, revocando il decreto ingiuntivo, perché ha accolto l’eccezione d’incompetenza per territorio avanzata dall’Avvocato Franchi, incompetenza derivante dal fatto che il paziente e il familiare che si è impegnato per lui devono ritenersi consumatori. Da questo assunto discende l’applicabilità dell’art. 33, comma 2, lett. u), d.lg. n. 206 del 2005 (codice del consumo), ai sensi del quale nelle controversie tra consumatore e professionista la competenza territoriale spetta al giudice del luogo in cui il consumatore ha la residenza o il domicilio elettivo. Quindi, dal momento che la figlia risiedeva e risiede tutt’ora in provincia Latina, ne consegue che sia quello di questa città il Tribunale al quale Italcliniche avrebbe dovuto chiedere l’emissione del decreto ingiuntivo nei suoi confronti. 

Si tratta di una sentenza importantissima, che conferma l’orientamento già espresso da altri Tribunali. – Commenta l’Avvocato FranchiMa il fatto di maggior rilievo è che, anche prescindendo dall’incompetenza per territorio, la giurisprudenza italiana sia sempre più dell’opinione che nulla sia dovuto dai malati di Alzheimer e dai figli che si sono obbligati per loro, quando questi abbiano bisogno di trattamenti sanitari connessi alle prestazioni assistenziali. Si tratta di cure necessarie alla sopravvivenza del paziente, per le quali non dovrebbe essere chiesta alcuna somma di denaro.”

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