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Romaeuropa Festival: presentata oggi la 41ª Edizione
Spazio internazionale ed europeo di incontro, visione e immaginazione condivisa, il Romaeuropa Festival, diretto da Fabrizio Grifasi, torna dall’8 settembre al 15 novembre con la sua 41ª edizione, rinnovando la propria vocazione a fare delle arti contemporanee un luogo di relazione, ascolto e attraversamento del presente. Fin dalla sua fondazione, il Festival si configura come un grande laboratorio in cui musica, danza, teatro, creazione digitale, progettualità trasversali e percorsi dedicati all’infanzia si intrecciano dando forma a un’esperienza collettiva.
Romaeuropa Festival 2026
41ª Edizione
«Fin dalla sua nascita, Romaeuropa ha fatto dell’Europa non soltanto un orizzonte culturale, ma una pratica concreta di relazione: una rete di alleanze artistiche e istituzionali, un esercizio costante di attraversamento delle differenze. Oggi, in un contesto internazionale segnato da instabilità, tensioni e profonde trasformazioni, questa vocazione si fa ancora più necessaria», afferma il Presidente della Fondazione Guido Fabiani. Prosegue il Direttore Generale e Artistico Fabrizio Grifasi: «Essere oggi un festival europeo e internazionale a Roma significa assumersi rischi e responsabilità: custodire la complessità, aprire spazi di confronto tra linguaggi, geografie e sensibilità diverse. Da questa urgenza riparte la quarantunesima edizione: un invito a mettersi in ascolto e a guardare la creazione artistica come un’esperienza ancora viva e necessaria».
Tra grandi protagonisti della scena internazionale e nuove voci della creazione contemporanea, il programma del Romaeuropa Festival 2026 accoglie, per la sua inaugurazione, Sofia Nappi con la compagnia KOMOCO e poi Caterina Barbieri con ONCEIM e la presentazione di nuove composizioni co-commissionate dal Festivalinsieme alla Philharmonie de Paris. Torna al Festival Romeo Castellucci, in prima nazionale con il nuovo spettacolo Faust. Fatto, non detto, coprodotto da Romaeuropa e co-realizzato con il Teatro di Roma: un atteso ritorno che rinnova la lunga storia di complicità tra il Festival e la SOCIETAS, iniziata nel 1999 e proseguita per oltre vent’anni. Romaeuropa torna così a riunire grandi protagonisti della creazione contemporanea come Sasha Waltz, Benjamin Millepied con November Ultra, Wim Vandekeybus, Boris Charmatz e Rachid Ouramdane. Accanto a loro, si rinnova il dialogo con alcune tra le più significative formazioni della danza internazionale, come Opera Ballet Vlaanderen, con lavori di Jan Martens, Anne Teresa De Keersmaeker e Christos Papadopoulos, e l’attesissimo ritorno del Ballet national de Marseille diretto da (LA)HORDE, tra le presenze più emblematiche della scena coreografica europea contemporanea. Si inseriscono in questo orizzonte anche Collectif XY (ospite del Festival dopo le quattro date nella Corte d’Onore del Festival di Avignone), il ritorno del Groupe Acrobatique de Tanger, con la regia di Raphaëlle Boitel e four seasons changed, in cui il coreografo Michael Vandevelde rilegge la celebre reinvenzione delle Quattro Stagioni di Vivaldi firmata da Max Richter. Gli sguardi internazionali attraversano il lavoro di Tiago Rodrigues, Nacera Belaza, Jaha Koo, Eun-Me Ahn, Pankaj Tiwari, Katerina Andreou con Carte Blanche e Ben Duke; il teatro musicale di Vinicio Capossela; e la presenza della musica internazionale con Hildur Guðnadóttir in Osmium, Moritz von Oswald, Jlin, Jeff Mills, Maki Namekawa e Thomas Enhco per The Köln Concert di Keith Jarrett, Fatoumata Diawara e il producer Kangding Ray, accanto ai progetti dedicati a Hans Werner Henze con New European Ensemble e Carlo Boccadoro, Steve Reich con Blow Up Percussion, Fluxus con Tempo Reale e Philip Glass con Philip Glass Ensemble, Vanessa Wagner e Third Coast Percussion, al cine-concerto di Blade Runner con The Avex Ensemble, fino a The Classical Rave Party di Enrico Melozzi, con 100 Cellos, Orchestra Notturna Clandestina, Giovanni Sollima, Alessandro Baricco e tante star dal mondo della musica italiana.
Centrale l’attenzione alla creazione nazionale con Giorgina Pi, Marta Cuscunà, Pietro Giannini, Silvia Costa, Giacomo Bisordi insieme a Fabrizio Sinisi e Marco D’Agostin con Marta Ciappina, il progetto HEIMATdell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico” con Thom Luz, Ersan Mondtag, Fabiana Iacozzilli, Leonardo Lidi e Leonardo Manzan, oltre al rinnovato programma di ULTRA REF al Mattatoio, che rafforza la vocazione del Festival all’innovazione e al rischio, fino all’apertura alle più giovani generazioni e alle famiglie con il programma di REF Kids & Family.
Questo percorso è reso possibile grazie al contributo del Ministero della Cultura, della Regione Lazio, di Roma Capitale, della Camera di Commercio di Roma e della Fondazione Roma, cui si affiancano reti costruite con alcune tra le più prestigiose realtà nazionali e internazionali, a partire dalla partnership con Dance Reflections by Van Cleef & Arpels (rafforzata anche grazie all’ingresso del suo Direttore della Programmazione Danza e Cultura Serge Laurent nel Consiglio d’Amministrazione della Fondazione) e dal sostegno di Banca Ifis ai due spettacoli inaugurali.
Tra i progetti speciali, il focus sulla scena tedesca, promosso nell’ambito delle celebrazioni per i 75 anni della ripresa delle relazioni diplomatiche tra Italia e Germania, realizzato con Ambasciata di Germania, Accademia Tedesca Roma – Villa Massimo e Goethe-Institut; quello dedicato alla scena fiamminga, nell’ambito della rinnovata partnership triennale per il 2026-2028 con Flanders State of the Art; e le celebrazioni per i Settant’anni di gemellaggio esclusivo Roma-Parigi, accanto alle collaborazioni con Istituto di Cultura Sud Coreana, Ambasciata di Norvegia, Institut français, Institut Ramon Llull, Instituto Cervantes. Si rafforzano inoltre le partnership con Accademia Nazionale di Santa Cecilia e Fondazione Teatro di Roma accanto alle collaborazioni con Teatro dell’Opera di Roma, Azienda Speciale Palaexpo e Fondazione Mattatoio, Villa Medici – Accademia di Francia a Roma, MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, Musica per Roma, La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello, Short Theatre, Auditorium Conciliazione, Teatro Brancaccio e Teatro Olimpico.
Con i suoi programmi di divulgazione e approfondimento RAI si conferma main media partner del Festival accompagnando visioni e ascolti. Tornano in quest’ambito gli incontri tra artisti e pubblico in collaborazione con RAI Radio 3 a cura di Lorenzo Pavolini. Un’occasione per approfondire poetiche, processi creativi e visioni. Il calendario completo sarà presto disponibile su romaeuropa.net.
Tutto il Programma della 41ª Edizione del Romaeuropa Festival
LE GIORNATE INAUGURALI | La quarantunesima edizione del Romaeuropa Festival si apre l’8 e il 9 settembre con un doppio opening all’Auditorium Conciliazione, realizzato con il sostegno di Banca Ifis, affidato a due figure emblematiche della creazione italiana contemporanea: l’8 settembre Sofia Nappi, tra le coreografe più rilevanti della nuova scena italiana e fondatrice di KOMOCO, presenta in prima italiana Chora – il vuoto dell’origine; il 9 settembre Caterina Barbieri, compositrice tra le voci più radicali della ricerca elettronica internazionale e direttrice artistica del settore musica della Biennale di Venezia per il biennio 2025–2026, è protagonista di un progetto co-commissionato con la Philharmonie de Paris e presentato in prima italiana, che la vede confrontarsi con la scrittura per orchestra insieme a ONCEIM, l’orchestra di nuova creazione e improvvisazione diretta da Frédéric Blondy, in un dialogo inedito tra elettronica e dimensione orchestrale, in un programma che include anche Constellation di Christian Marclay.
Grazie alla collaborazione con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, le giornate inaugurali del Festival proseguono nella sala grande dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone con tre appuntamenti musicali: torna al Festival Fatoumata Diawara per presentare dal vivo il suo ultimo album MASSA; Philip Glass Ensemble porta per la prima volta a Roma Powaqqatsi di Godfrey Reggio, proposto con musica dal vivo in un appuntamento che anticipa le celebrazioni per i novant’anni del compositore e rinnova il legame storico tra la sua musica e il cinema; Jeff Mills, figura seminale dell’elettronica mondiale, incontra l’arpista e compositrice Kety Fusco in The Trip to Vega, viaggio audiovisivo tra immagini, illusione ottica, musica acustica ed elettronica. Nell’ambito delle celebrazioni per i Settant’anni di gemellaggio esclusivo Roma-Parigi, ancora all’Auditorium Conciliazione, Benjamin Millepied, tra i coreografi più autorevoli della scena internazionale ed ex direttore della danza dell’Opéra national de Paris, presenta Summerland, costruendo un dialogo con November Ultra, una delle voci più originali e raffinate della nuova scena musicale francese tra folk e bedroom pop.
La Scena Internazionale
È ancora nel segno dell’incontro tra musica e movimento che proseguono gli appuntamenti con i grandi protagonisti della scena internazionale della quarantunesima edizione del Romaeuropa Festival. Il coreografo fiammingo Michiel Vandevelde, insieme all’ensemble BRYGGEN-Bruges Strings, porta in scena al Teatro Argentina, in corealizzazione con Teatro di Roma – Teatro Nazionale, the four seasons changed, un concerto scenico che traduce nello spazio la rilettura che Max Richter ha dedicato alle Quattro stagioni di Vivaldi. In questo solco si inserisce anche il ritorno di una delle più grandi figure internazionali che hanno segnato profondamente la storia del Festival: con Bach Cello Suites Dance, Sasha Waltz torna a danzare sulla scena confrontandosi con le Suites per violoncello di J.S. Bach eseguite dalla violoncellista Anastasia Kobekina. Lo spettacolo, presentato in corealizzazione con il Goethe-Institut, si inserisce nell’ambito delle celebrazioni per il 75° anniversario della ripresa delle relazioni diplomatiche tra Italia e Germania e fa parte del percorso costruito in partnership con Dance Reflections by Van Cleef & Arpels il progetto attraverso il quale la celebre maison di gioielleria è impegnata nel sostegno alla danza contemporanea nel mondo.
Ne fanno parte anche Lora di Rachid Ouramdane con la Compagnie de Chaillot, spettacolo presentato in corealizzazione con Villa Medici – Accademia di Francia dedicato alla performer lituana Lora Judokaite, il ritorno de (LA)HORDE, la compagnia alla direzione del Ballet national de Marseille che ha profondamente ridefinito l’immaginario del contemporaneo dialogando con sottoculture digitali, culture urbane e grandi icone della scena musicale internazionale (non ultima la pop star spagnola Rosalía), con la nuova produzione in prima nazionale Après moi, le déluge, o ancora Wim Vandekeybus di ritorno al Festival (per una corealizzazione con Teatro di Roma) con il riallestimento del suo storico What the Body Does Not Remember che nel 1989 lo impose sulla scena internazionale come una delle figure centrali della nuova ondata fiamminga.
Se il coreografo francese Boris Charmatz torna al Festival per presentare Muette, un nuovo assolo intimo e radicale; l’inglese Ben Duke reinventa Amleto come un anti-eroe contemporaneo in uno spettacolo che intreccia danza, teatro, stand-up e ironia per interrogarsi sul senso della vita; mentre la franco algerina Nacera Belaza, torna al Festival, in corealizzazione con Short Theatre, costruendo con Valérie Dréville un intenso duo scenico nato dall’incontro tra gesto e spazio.
Con la presenza dell’Opera Ballet Vlaanderen Romaeuropa torna al Teatro Costanzi, in corealizzazione con il Teatro dell’Opera di Roma, presentando un programma composto da pièce di Jan Martens, Anne Teresa De Keersmaeker e Christos Papadopoulos, tre autori accomunati da un rapporto radicale e strutturale con la musica e dall’aver attraversato più volte i programmi del Festival. Lo stesso Papadopoulos in Landless, dirige il danzatore greco Georgios Kotsifakis, proseguendo la sua personale indagine su ritmo, ripetizione e trasformazione del gesto mentre, ancora dalla Grecia la coreografa Katerina Andreou incontra Carte Blanche, la compagnia nazionale di danza della Norvegia in How Romantic riunendo quattordici interpreti in una partitura incessante fatta di resistenza, slanci, cedimenti e desiderio. Lo sguardo del Festival si apre quindi a lavori capaci di attraversare generazioni e pubblici differenti: Le Pas du Monde del sorprendente Collectif XY, in scena al Teatro Olimpico, si rivolge a tutte le età dando vita a paesaggi in trasformazione e a un rito collettivo fatto di fragilità, slanci, salti acrobatici e torri umane che gioca, sin dal titolo, con il ritmo del mondo e un profondo desiderio di pace; dal Marocco torna il Groupe Acrobatique de Tanger, questa volta con la guida di Raphaëlle Boitel che firma una nuova creazione in cui la forza acrobatica si misura con una scrittura formale e poetica fatta di chiaroscuri, sospensioni e slanci collettivi. Dalla Corea del Sud, Eun-Me Ahn, figura emersa per la sua originalità nel panorama asiatico, intreccia ritualità, nuovo circo, pop culture, eccentricità e colori nel suo Post-Orientalist Express, un viaggio per esplorare e mettere in discussione stereotipi e immaginari legati all’oriente.
Il Festival continua ad attraversare geografie e immaginari, intrecciando narrazioni teatrali e storie capaci di interrogare il presente. Ancora dalla Corea del Sud, e per la prima volta al Festival in collaborazione con l’Istituto di Cultura Sud-coreano a Roma, il regista Jaha Koo, vincitore dell’International Ibsen Award, presenta Haribo Kimchi costruendo in scena un vero chiosco di street food e trasformando la preparazione del tradizionale cavolo fermentato coreano in un gesto autobiografico e simbolico. Memoria autobiografica e testimonianza politica si intrecciano anche in The Harvest of Broken Promises dell’indiano Pankaj Tiwari, al suo debutto al REF, che racconta le trasformazioni dell’agricoltura indiana sotto l’influenza del neoliberismo e dell’agroindustria globale, e in No Yogurt for the Dead del regista portoghese Tiago Rodrigues, direttore del Festival d’Avignone, che, partendo dagli ultimi appunti incompiuti del padre, trasforma il vuoto lasciato dalla sua scomparsa in un delicato e ironico rito teatrale sulla memoria, l’addio e la resistenza alla fine.
Danza e Teatro Italiano
Torna a Romaeuropa, in corealizzazione con Teatro di Roma – Teatro Nazionale, uno dei registi che più profondamente hanno segnato la storia del Festival e delle arti performative globali, scrivendo pagine decisive della storia del teatro e dei suoi linguaggi: Romeo Castellucci presenta in prima nazionale la sua nuova creazione Faust. Fatto, non detto, una radicale esperienza scenica che indaga la figura dell’artista, sospesa tra condanna e redenzione, realtà e visione. Del resto la creazione italiana attraversa, sin dall’opening, l’intero programma del REF2026, rappresentandone il cuore pulsante attraverso una costellazione ampia e articolata di artiste e artisti oggi protagonisti del rinnovamento dei linguaggi performativi.
Numerosi sono gli appuntamenti al Teatro Vascello, presentati in corealizzazione con La Fabbrica dell’Attore. Qui Marta Cuscunà debutta in prima nazionale con la sua ultima produzione, La Medium, affrontando la storia vera di Hersilie Rouy, figlia dell’illusionista Charles Rouy, reclusa in manicomio per quattordici anni, in un immaginario che intreccia illusionismo, sedute spiritiche e tradizioni popolari per restituire corpo e voce alle “donne invisibili”; mentre Giorgina Pi rilegge la figura di Filottete in chiave femminile in Lemnos, intrecciando mito e presente. La regista è inoltre presente al MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo con Miasma,una video installazione realizzata a Makronisos, dove mito greco, memoria storica e paesaggio contemporaneo si sovrappongono.
Ancora in corealizzazione con La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello, Pietro Giannini torna al Festival con il suo nuovo lavoro STARMAN – La vera storia di Leon Skum, prodotto da Teatro Nazionale di Genova: un affresco concreto e visionario che, tra mockumentary, narrazione e musica, interroga il mito della tecnologia nell’era di Elon Musk; Giacomo Bisordi, insieme a Fabrizio Sinisi (che ne firma l’adattamento teatrale), allestisce per la scena il romanzo Il Prodigio con gli attori Chiara Ferrara, Gabriele Portoghese e Federica Rosellini; mentre il Premio Ubu Marco D’Agostin, insieme alla danzatrice Marta Ciappina, raccoglie in Catalogo un commovente mosaico di addii, in cui l’ultima prova di una danzatrice diventa una partitura corale sul congedo, costruita attraverso lo sguardo di coreografi e registi come Silvia Gribaudi, Francesca Pennini / CollettivO CineticO, Sotterraneo ed Emio Greco / Pieter C. Scholten.
Per la riapertura del Teatro Valle, Romaeuropa Festival accoglie, insieme a Teatro di Roma (che ne è anche produttore), Memorie di ragazza di Silvia Costa, spettacolo tratto dall’omonimo libro di Annie Ernaux con Federica Fracassi, Francesca Mazza ed Emanuela Villagrossi: un racconto intimo e politico in cui l’autrice torna all’estate del 1958, quando aveva diciotto anni, per interrogare un episodio decisivo della propria giovinezza.
Negli spazi del Mattatoio si svolge il ciclo HEIMAT – Patria/Straniero, realizzata con l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”: cinque giorni di spettacolo in cui Fabiana Iacozzilli, Thom Luz, Ersan Mondtag, Leonardo Lidi e Leonardo Manzan dirigono gli stessi interpreti del corso di II livello in recitazione dell’Accademia, utilizzando un dispositivo scenico condiviso per dare vita a una riflessione plurale sull’identità e l’appartenenza.
Sempre al Mattatoio, infine, il corpo femminile e la sua rappresentazione sono al centro di CAN CAN, spettacolo nato dall’incontro tra il regista, Premio Nazionale della Critica, Giovanni Ortoleva e l’attrice Irene Mantova; mentre, in corealizzazione con Teatro di Roma, il regista Piero Maccarinelli presenta una lettura de L’ora dei predatori di Giuliano da Empoli con Elisabetta Pozzi e Tullio Solenghi, seguita da un incontro sui temi del libro.
Concerti e Teatro Musicali
È ancora la musica ad attraversare linguaggi e discipline e a rappresentare nell’ossatura del programma della quarantunesima edizione del Festival, la sua vocazione a far convivere sperimentazione, repertorio e nuove forme di ascolto, intrecciando anniversari, nuove esecuzioni, elettronica, pop e scrittura contemporanea.
La speciale presenza di Vinicio Capossela segna l’incontro tra teatro, cantautorato italiano e letteratura: per la prima volta al Romaeuropa Festival, l’artista presenta insieme a Pierpaolo Capovilla E morte non avrà dominio, ballad opera liberamente tratta dalla vita di Renato Striglia e dall’opera di Dylan Thomas, un intenso manifesto poetico, che lo stesso Capossela descrive come «contro la cultura della morte e in celebrazione della forza irriducibile della vita».
Numerosi sono gli omaggi dedicati agli anniversari dei grandi maestri della musica del Novecento. Ai novant’anni di Steve Reich, Blow Up Percussion dedica uno speciale percorso musicale in cui le esecuzioni di lavori come Pendulum Music, Drumming e Come Out trasformano l’ascolto in un’esperienza in movimento. L’ensemble sarà inoltre protagonista all’American Academy in Rome con Field of Vision di Michael Gordon. Se i pianisti Maki Namekawa e Thomas Enhco si confrontano, nella Sala Santa Cecilia, con una delle più celebri composizioni per pianoforte del Novecento, The Köln Concert di Keith Jarrett in una doppia interpretazione che unisce rigore filologico e libertà improvvisativa; il The Avex Ensemble omaggia l’iconica colonna sonora di Blade Runner, firmata da Vangelis, in uno speciale cine-concerto che dona nuova luce a uno dei capolavori della storia del cinema. Doppio l’appuntamento con Tempo Reale impegnato con Fluxus Tree in un omaggio all’eredità del movimento Fluxus con musiche di Toshi Ichiganachi, Yoko Ono, John Cage e Giuseppe Chiari, e con La Luce, nella costruzione di un’installazione dedicata all’omonima composizione di Chiari al fianco dell’artista Agnese Banti.
Al centenario della nascita di Hans Werner Henze, Romaeuropa dedica, in corealizzazione con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Voices, potente affresco civile e poetico affidato al New European Ensemble diretto da Carlo Boccadoro. Il progetto si inserisce nell’ambito delle celebrazioni per i 75 anni dalla ripresa delle relazioni diplomatiche tra Italia e Germania, di cui fanno parte, grazie alla collaborazione con l’Accademia Tedesca a Roma – Villa Massimo, anche i concerti di Hans Thomalla con l’Ensemble Lux:NM, il progetto dedicato a La bella Magelone di Brahms nella rilettura scenica guidata dai testi di Sabine Scho e dalle esecuzioni di Gideon Poppe e Anh Trung Sam, e la presenza, al Teatro Argentina, del pioniere della techno berlinese, compositore e producer Moritz von Oswald con una nuova versione di Silencio con 8 voci dell’ensemble vocale EVO, elettronica e sintetizzatori.
Le nuove traiettorie della composizione e della musica elettronica sono centrali nel programma del Festival: approda per la prima volta a Roma (ancora al Teatro Argentina) Osmium, il progetto nato dall’incontro tra Hildur Guðnadóttir, violoncellista e compositrice islandese (premio Oscar per la colonna sonora di Joker e Grammy per quella della serie Chernobyl) con James Ginzburg, Rully Shabara e il produttore Sam Slater; Kangding Ray che dopo il successo della colonna sonora del film Sirât, Premio della Giuria al Festival di Cannes 2025, presenta il suo nuovo AV Live Superfluid, e il pluripremiato ensemble di percussionisti Third Coast Percussion in un dialogo con la compositrice, performer e musicista elettronica, finalista al premio Pulitzer, Jlin.
Infine, nel segno dell’incontro tra classica, contemporanea e pop, il gran finale della quarantunesima edizione del REF, il 15 novembre, si configura come una vera e propria maratona musicale: dodici ore di concerti con un pomeriggio che anticipa le celebrazioni per il novantesimo anniversario di Philip Glass (gennaio 2027), attraverso l’esecuzione integrale degli Études affidata a Vanessa Wagner (rara occasione per attraversare una delle pagine più affascinanti e radicali della scrittura pianistica contemporanea e del repertorio di Glass) e di Águas da Amazônia con Third Coast Percussion, e un inizio e fine giornata in Sala Santa Cecilia (grazie alla collaborazione con Accademia Nazionale di Santa Cecilia) interamente dedicato al Classical Rave Party di Enrico Melozzi. Un grande rito collettivo dell’ascolto in cui i musicisti invaderanno la Sala grande dell’Auditorium Parco della Musica in un closing capace di attraversare repertori, pubblici e atmosfere, restituendo alla musica la forma di una festa condivisa, aperta, travolgente e profondamente contemporanea. La mattina sarà dedicata a 100 Cellos con Giovanni Sollima; la sera all’Orchestra Notturna Clandestina con ospiti d’eccezione come Alessandro Baricco, Gloria Campaner, Elsa Lila, Anastasio e Fasma, per demolire i confini tra accademia e vita reale, tra concerto e festa.
REF Kids & Family – Spazio Dedicato All’infanzia E Alla Pre-Adolescenza
Nel segno dell’abbattimento dei confini e dell’inclusività, cresce, nell’ambito della quarantunesima edizione del Romaeuropa Festival, la sezione REF Kids & Family a cura di Stefania Lo Giudice, che rinnova la sua proposta di musica, teatro e nuovo circo dedicata al giovane pubblico, articolata in tre weekend di spettacoli e attività gratuite, anche grazie al prezioso sostegno di Fondazione Roma, partner dell’intera rassegna.
Con la collaborazione con Fondazione Mattatoio e Azienda Speciale Palaexpo, gli spazi de La Pelanda si trasformano in uno spazio dedicato ai bambini e alle famiglie, ospitando un programma che guarda tanto alla scena nazionale quanto a quella internazionale e un playground con attività ludiche ed esperienziali, il pop up della libreria Eco di Fata e installazioni interattive.
I fiamminghi ZONZO, nell’ambito di Flanders State of the Art, presentano una nuova esperienza immersiva dedicata all’incontro tra il jazz e il giovanissimo pubblico; il focus sulla scena catalana vede protagonisti Anna Confetti con il divertente Where is Stefie?, lo spettacolo di magia su ruote Maginarium di Pau Segalés, Copiar di Animal Religion, che invita un gruppo di bambini del pubblico a interpretare lo spettacolo, i clown di LaBú Teatre con Triplette e lo spettacolo per tutte le età FORAT di Dudu Arnalot.
Dall’Olanda, con il sostegno di Fonds Podiumkunsten, arriva la compagnia de Dansers, che con A Small Anatomy costruisce un viaggio gioioso nel corpo attraverso danza e musica dal vivo; B A T U di Artefactos Bascosindaga forme geometriche e intrecci visivi insieme a bambini dai 3 ai 6 anni; dalla Norvegia, con il sostegno dell’Ambasciata di Norvegia, Frida Odden Brinkmann presenta il suo Cirkus Antero, mentre il giapponese Kenji Shinohe, si rivolge a un pubblico di adolescenti con Action Briquette Z – Manga, Beat & Dance, un assolo di teatrodanza che esplora l’universo pop del manga tra suono e movimento. Tra le presenze italiane Federica Migliotti con Teatro Viola e Campsirago Residenza in scena con due spettacoli dedicati a un pubblico dai 0 ai 3 anni.
Ultra Ref – Tra Musica, Creatività Emergente e Nuovi Formati
Infine, con ULTRA REF; Romaeuropa torna a trasformare La Pelanda del Mattatoio (grazie ad Azienda Speciale Palaexpo e a Fondazione Mattatoio) in un vero e proprio festival nel festival. ULTRA REF è uno spazio dedicato alla creatività emergente, dove prendono forma le sezioni del Festival e le sue proposte più ibride, trasversali e fuori formato; un luogo di festa in continua trasformazione, in cui comunità reali e virtuali si incontrano in un crocevia di estetiche, sperimentazioni e contaminazioni.
A inaugurare questo percorso, il 19 settembre, è una serata speciale dedicata ad Agatha!, storica esperienza del clubbing romano che, grazie alla collaborazione e allo sguardo di Andrea Lai suo fondatore insieme a Riccardo Petitti, rivive in una nuova forma rivolta al futuro, dove si incontrano esperienze epigone e linguaggi nati da quelle notti musicali: dai live audio-video di Studio Cliché e Carmine Iuvone ai dj set di LOBO (serata-collettivo milanese dedicata alla bass music e alla soundsystem culture), Reveries (collettivo romano che lavora su un’idea di clubbing di ricerca incentrata sulle basse frequenze), Future Nomadz (progetto nato dall’incontro tra FrenetikOrang3 e Loose Horses / Gemitaiz) e Bluemarina, dj siciliana che intreccia elettronica contemporanea, bass music e campioni vocali.
La serata si inserisce nel programma di ULTRA Club, la sezione a cura di Matteo Antonaci, Giulia Di Giovanni e Federica Patti che trasforma gli spazi del Mattatoio in un vero e proprio club musicale per una settimana dedicata a cantautorato, pop, elettronica, performance e sperimentazioni digitali. In line-up oltre al già citato Kangding Ray: le galiziane Fillas de Cassandra, in corealizzazione con l’Istituto Cervantes; le contaminazioni tra musica tradizionale calabrese ed elettronica di Davide Ambrogio, presentato da Musicalista e Bass Culture; una serata dedicata a hyperpop e nuove frontiere dell’elettronica costruita in collaborazione con Klang, con protagonisti l’inglese aya e il danese J. Ludvig III; la collaborazione con Visioni Parallele per il live A/V di Riccardo Giovinetto e Prima Stanza a Destra (nuova proposta del pop italiano più innovativo e sofisticato); fino all’incontro con Emiliano Colasanti di 42 Records, con i live di Tutto Piange e Marco Fracasia, e a una giornata dedicata al nuovo cantautorato italiano con Marta Del Grandi e Rareș.
Accanto alla musica, ULTRA REF amplia il proprio sguardo sui linguaggi visivi, digitali e partecipativi. Tornano i Design Talks, la giornata dedicata al graphic design ideata da David Aprea e curata da Stefano Cipollainsieme allo studio creativo Mistaker, mentre costituisce una novità assoluta il Game Day: una domenica, dedicata alla sperimentazione tra arti figurative e videogames, realizzata in collaborazione con Re:humanism, tra performance e workshop con la coreana Ayoung Kim, il collettivo Total Refusal e 2Girls1Comp, oltre a un vero e proprio playground in cui case di produzione italiane di indie games, selezionate insieme a Matteo Lupetti e AIV – Accademia Italiana Videogiochi, presenteranno showcase e sessioni di gioco live. Legato alla ricerca tecnologica è anche il talk Urban Experience di Carlo Infante, in programma all’ICBSA – Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi.
Si rinnovano gli sguardi sul continente africano del progetto BAMBU, a cura di ALDES e Roberto Castello, che con le pièce MAHAKA di Linda Sarki Johnson (Nigeria), KIZAZI di Stéphanie Mwamba (Repubblica Democratica del Congo) e THIN LINE di Diana Odhiambo (Kenya) costruisce una serata dedicata alla danza e al teatro contemporaneo dell’Africa subsahariana, intrecciando identità, memoria e universo femminile e consolidando un ponte tra artisti africani e scene italiane.
Scena emergente e nuovi talenti sono al centro delle rinnovate sezioni dedicate alla danza e al teatro. Dancing Days, a cura di Francesca Manica, continua a esplorare le nuove tendenze della danza europea e nazionale in dialogo con Aerowaves e con la rete MoveOn. Tra gli artisti e le artiste in programma: la coreografa greca Chara Kotsali, Michael Incarbone e Maxime Gomard, Nik Rajšek, Roberta Racis, Silvia Gribaudi, Vidavè Company, Giacomo Luci e Riccardo De Simone, quest’ultimo vincitore della scorsa edizione di DNAppunti Coreografici, il premio dedicato alla coreografia italiana Under 35, giunto quest’anno alla dodicesima edizione e la cui finale tornerà a svolgersi nell’ambito del programma di ULTRA REF.
Alla sua settima edizione è, invece, Powered by REF che si rivolge ad artisti Under 30 attivi nella ricerca teatrale(94 candidature pervenute per questa edizione) selezionando tre giovani progetti di ricerca teatrale i cui studi vengono presentati all’interno della sezione Anni Luce, a cura di Maura Teofili, interamente dedicata al teatro italiano. Quest’anno ne fanno parte i debutti del collettivo Usine Baug con il progetto Noir, del Gruppo Uror(Evelina Rosselli e Caterina Rossi) con BARAONDA, di Giovanni Onorato con Asterione, progetto sospeso tra ricerca musicale e performance ispirato alla figura del Minotauro e ai racconti di Borges e Cortázar, e la prima nazionale della creazione collettiva Progetto Orlando che rilegge in chiave contemporanea il poema di Ariosto.
Completano i percorsi di ULTRA REF tutti i progetti di formazione, costruiti con Accademie e Università romane – tra cui Scuola di Arti Multimediali dell’Accademia di Belle Arti di Roma, IED – Istituto Europeo di Design, ISIA Roma Design, NABA – Nuova Accademia di Belle Arti, RUFA – Rome University of Fine Arts – oltre alle masterclass dedicate a danzatori e danzatrici realizzate grazie alla sinergia con Peparini Academy, fino alla call di Pianeta Mare Film Lab rivolta a giovani filmmaker.
Reti e Collaborazioni
L’ideazione dell’intero programma della quarantunesima edizione del Romaeuropa Festival, prodotto dalla Fondazione Romaeuropa, presieduta da Guido Fabiani, con la vicepresidenza di Monique Veaute e la direzione generale e artistica di Fabrizio Grifasi, è stata possibile grazie al contributo del Ministero della Cultura, della Regione Lazio, di Roma Capitale, della Camera di Commercio di Roma e della Fondazione Roma.
Si rinnova inoltre la partnership con Dance Reflections by Van Cleef & Arpels per la danza contemporanea e con Banca Ifis per i due progetti inaugurali del Festival. I percorsi dedicati alla scena fiamminga sono realizzati grazie alla rinnovata collaborazione con Flanders State of the Art; gli appuntamenti con la scena tedesca, nell’ambito delle celebrazioni per i 75 anni dalla ripresa delle relazioni diplomatiche tra Italia e Germania, sono resi possibili grazie alla collaborazione con l’Ambasciata di Germania a Roma, l’Accademia Tedesca Roma Villa Massimo e il Goethe-Institut; mentre la presentazione dello spettacolo di Benjamin Millepied si inserisce nel quadro del 70° anniversario del gemellaggio tra Roma e Parigi.
Il Festival è inoltre realizzato in collaborazione con Teatro di Roma – Teatro Nazionale, Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Fondazione Mattatoio e Azienda Speciale Palaexpo, Auditorium Conciliazione, Villa Medici – Accademia di Francia a Roma, American Academy in Rome, La Fabbrica dell’Attore – Teatro Vascello, Teatro Olimpico, Teatro Brancaccio, MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo e Short Theatre.
Sostengono e patrocinano il Festival l’Institut Ramon Llull e il Governo della Catalogna, l’Ambasciata di Norvegia, l’Istituto Culturale Coreano in Italia, l’Institut français – Fondazione Nuovi Mecenati – Ambasciata di Francia in Italia, il Fonds Podiumkunsten – Performing Arts Fund NL e l’Ambasciata dei Paesi Bassi, l’Istituto Cervantes, l’Ambasciata di Svizzera in Italia, oltre alla rete Aerowaves, cofinanziata dall’Unione europea, ed ExcentriC, l’innovativo progetto del programma Horizon Europe dell’Unione europea di cui Romaeuropa è l’unica organizzazione italiana partner insieme ad altre istituzioni internazionali.
Partecipano inoltre al programma l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico”, le collaborazioni nazionali con il Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa il Teatro Nazionale di Genova, e la rete MoveOn per la danza, costruita con Associazione Spellbound, Teatro Comunale Città di Vicenza, MilanOltre, Fondazione Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale e AMAT.
Anche quest’anno RAI torna come Main Media Partner del Romaeuropa Festival. Il servizio pubblico racconterà il teatro, la danza, la musica e le arti attraverso interviste, programmi e approfondimenti sui suoi canali dedicati alla cultura e allo spettacolo: un’offerta che sarà rilanciata anche sul web e sui social e valorizzata dallo spot creato appositamente dalla Direzione Comunicazione Rai.
Tutto il programma del Romaeuropa Festival 2026 su romaeuropa.net